
A046 Potere discrezionale e motivazione nelle Pubbliche Amministrazioni
- SECONDO IL DIRITTO COMUNITARIO E LA GIURISPRUDENZA
DURATA
2 giorni
DATE
1-2 ottobre 2012
ORARIO
9,00 – 14,30
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 490,00 + IVA 21% (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)
Coloro che si iscrivono a titolo personale possono usufruire di un finanziamento bancario rimborsabile in 10 rate a tasso zero (TAN 0%; TAEG 0% + bollo 14,62 €).
RELATORE
Dott. Paolo PASSONI
Consigliere TAR
Il seminario si propone come guida teorico-pratica nella ricognizione dei vari paradigmi procedimentali e decisori che presidiano l’istruttoria e le scelte finali delle pubbliche amministrazioni, anche in relazione ai riverberi processuali ed ai limiti di sindacato giurisdizionale che tali modelli presentano in caso di ricorsi al giudice amministrativo. In particolare oggetto del seminario saranno le tecniche di individuazione delle alternative decisionali a disposizione, il cronoprogramma procedurale, l‘elaborazione dei motivi e la definizione delle conseguenti decisioni, con particolare riguardo al riparto di competenze fra responsabile del procedimento ed il titolare del provvedimento. Le tecniche oggetto di esame appaiono particolarmente utili sia per prevenire patologie degli atti amministrativi, sia per evitare che l’adozione di determinate scelte possa provocare in capo al funzionario pubblico conseguenze personali anche sul piano delle responsabilità.
PROGRAMMA
Atto vincolato, discrezionale, di alta amministrazione e politico; la discrezionalità parziale solo nell’an, nel quid, nel quomodo o nel quando. Atto autoritativo e paritetico: la posizione “intermedia” dell’atto vincolato. La discrezionalità amministrativa e la riserva di legge: la problematica dei cosiddetti poteri impliciti; l’acquisizione degli elementi alla base dei giudizi; la ponderazione degli interessi pubblici e privati; la ponderazione degli interessi pubblici nelle procedure negoziate. Merito amministrativo e discrezionalità tecnica, anche alla luce del nuovo modo di amministrare per progetti e per via convenzionale. Le rispettive competenze del responsabile del procedimento (discrezionalità tecnica) e del titolare del provvedimento (merito amministrativo). La discrezionalità mista. Le valutazioni tecniche ed economiche alla base dei provvedimenti amministrativi. La nuova SCIA ex art. 19 l. 241/90 estesa alle valutazioni tecniche; il silenzio assenso e la discrezionalità, configurabilità o meno anche in presenza di presupposta discrezionalità tecnica; la problematica delle valutazioni tecniche facoltative, non contemplate dall’art. 17 legge 241/90. I poteri del giudice amministrativo nel sindacato dell’attività discrezionale: la nuova verificazione e la CTU nel codice del processo amministrato. L’azione sul silenzio-rifiuto ex art. 31 CPA e la possibilità del GA di dichiarare la fondatezza della pretesa nei soli casi di atti vincolati o di discrezionalità già consumata. L’autotutela e la discrezionalità nei ripensamenti dell’amministrazione; l’indennizzo nella revoca ex art. 21 quinquies l. 241/90; discrezionalità ed autotutela nella conferenza di servizi; il cd. dissenso extraconferenziale e l’art. 21 septies l. 241/90. Le responsabilità nell’esercizio dell’attività discrezionale; il mancato rispetto dei termini, la responsabilità dirigenziale e il danno da ritardo; il risarcimento dei danni per violazione di interessi legittimi pretensivi: criteri di determinazione a seconda se trattasi di attività vincolata o discrezionale; in particolare il danno da spettanza e il danno da chance. La colpevolezza della P.A. secondo la giurisprudenza.