D119 Disciplina e gestione dei rifiuti solidi e liquidi

 

 

Durata

3 giorni

 

DatE

12-13-14 novembre 2012

 

Orario

8,45 – 14,45

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 640,00 + IVA 21% (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

Coloro che si iscrivono a titolo personale possono usufruire di un finanziamento bancario rimborsabile in 10 rate a tasso zero (TAN 0%; TAEG 0% + bollo 14,62 €).

 

RELATORI

Ing. Giuseppe MININNI

IRSA CNR

Avv. Maurizio PERNICE

Dirigente generale del Ministero dell’Ambiente

 

PROGRAMMA

Il sistema normativo. La nuova disciplina quadro: il d.l.vo 3/12/2010, n. 205 che modifica la parte IV del d.l.vo 152/06 in attuazione della Dir. 2008/98/CE. Le principali novità. Finalità: prevenzione e riduzione degli impatti negativi della produzione e gestione dei rifiuti; riduzione degli impatti complessivi dell’uso delle risorse e uso delle risorse più efficace e razionale. Principi: Precauzione, prevenzione, sostenibilità, proporzionalità, responsabilizzazione, cooperazione, “chi inquina paga”. Responsabilità per la corretta gestione dei rifiuti: la gestione in sicurezza (art. 177, c. 4, del d.l.vo 152/06). Responsabilità estesa del produttore. Obblighi e oneri delle Pubbliche Amministrazioni. (artt. 177, c. 5, 6, 7, 8; art. 179, c. 5; artt. 180, 180 bis, 181, 182, 182 bis e 182 ter). In particolare, le iniziative per promuovere la prevenzione, il riutilizzo, il recupero e garantire lo smaltimento in sicurezza anche tramite la prossimità e la limitazione della movimentazione dei rifiuti.

I criteri generali di gestione dei rifiuti e le relative priorità. L’ambito oggettivo di applicazione, con particolare riferimento alle novità introdotte dal nuovo d.l.vo 205/2010. La definizione di rifiuto. Classificazione dei rifiuti e criteri di attribuzione del codice. Rifiuti speciali, urbani, pericolosi e non pericolosi. Le novità introdotte dal d.l.vo 205/2010 in materia di rifiuti pericolosi e di rifiuti domestici pericolosi. I limiti alla nozione di rifiuto. I sottoprodotti. Il nuovo regime della gestione delle terre e rocce da scavo e dei materiali di dragaggio (artt. 48 e 49 del d.l. 24/1/12, n. 1 “liberalizzazioni”) e il regime dei materiali di riporto (art. 3 del d.l. 2/2012). Dalle materie prime secondarie alla cessazione della qualifica di rifiuto. Norme speciali che disciplinano la gestione di particolari tipologie di rifiuti: in particolare la disciplina delle acque di scarico e delle acque di vegetazione. I rifiuti e gli effluenti zootecnici. Gli scarti animali non destinati al consumo umano (il Reg. 1774/2002/CE). Gli orientamenti più recenti della giurisprudenza della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione.

La nuova classificazione delle operazioni di gestione dei rifiuti. Preparazione per il riutilizzo, riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento. Incenerimento smaltimento e incenerimento recupero energetico. In particolare, il recupero energetico dei rifiuti urbani indifferenziati. Il deposito di rifiuti: temporaneo, provvisorio e permanente. Il deposito temporaneo: deposito nel luogo di produzione e deposito preliminare alla raccolta. Condizioni di esclusione del deposito temporaneo dal regime di gestione dei rifiuti. Le altre attività di gestione dei rifiuti: i nuovi concetti di preparazione per il riutilizzo e riutilizzo; il recupero; lo smaltimento e l’intermediazione. La raccolta: la raccolta differenziata. Le isole ecologiche e le aree ecologiche attrezzate: regime giuridico di autorizzazione. I centri di raccolta. Le campagne di raccolta di flussi omogenei di rifiuti. Criteri di distinzione tra attività di raccolta e deposito di rifiuti. La microraccolta e le stazioni di trasferenza. Il trasporto di rifiuti.

La tracciabilità dei rifiuti (il SISTRI): le novità introdotte dall’art. 6, comma 2, del d.l. 13/8/11, n. 138 coordinato con legge di conversione 148/11; il d.m. Ambiente 10/11/2011, n. 219 recante modifiche e integrazioni al d.m. 18/2/11, n. 52, concernente il regolamento di istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti; la proroga di cui al d.l. 216/11 e al d.m. 12/11/11. Le ordinanze contingibili e urgenti.

Ambito soggettivo di applicazione. Il produttore “iniziale” e il “nuovo” produttore. Il detentore. Problemi applicativi della nuova definizione di detentore.

Adempimenti, obblighi e responsabilità dei produttori, dei detentori e degli altri soggetti destinatari delle norme sulla gestione dei rifiuti. La responsabilità soggettiva del titolare dell’azienda e del titolare del terreno. La delega di funzioni. Gli adempimenti informatici o su supporto cartaceo per la tracciabilità dei rifiuti (SISTRI, formulari, registri e comunicazioni al Catasto). Adempimenti ed obblighi per il controllo delle spedizioni transfrontaliere.

I divieti: di abbandono e deposito incontrollato; di miscelazione e diluizione. La gestione dei rifiuti urbani: i piani regionali di gestione e di prevenzione, gli obiettivi di prevenzione e riciclaggio. la privativa comunale, gli ATO, le forme ed i modi di cooperazione tra gli enti locali appartenenti all’ATO, l’affidamento del servizio, e le gestioni esistenti, la raccolta differenziata e la tariffa. La proroga al 31/12/2012 di cui decreto-legge 29/12/11, n. 216. Le novità in materia di concorrenza nei servizi pubblici locali introdotte dall’art. 26 del d.l. n. 1/2012. L’istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (art. 14 d.l. 6/12/2011, n. 201 convertito in l. 214/11) La gestione dei rifiuti speciali: piani regionali, oneri e responsabilità dei produttori e detentori. Le semplificazioni in materia di gestione di rifiuti speciali introdotte dall’art. 40 comma 8, del d.l. 201/11.

Gestione di particolari flussi omogenei di rifiuti. I rifiuti di imballaggio: le novità introdotte dall’art. 26 d.l. 1/12 I rifiuti sanitari. I rifiuti elettrici ed elettronici (d.l.vo 151/05). I veicoli a motore. Le batterie esauste. Gli oli minerali esausti, gli oli e grassi, animali e vegetali, esausti. I rifiuti da navi. I rifiuti di beni di polietilene.

Le diverse forme e modalità di prevenzione e controllo sulla gestione dei rifiuti. Le procedure amministrative ordinarie e semplificate di autorizzazione. Le procedure semplificate di recupero dei rifiuti non pericolosi (d.m. 5/2/98 modificato dal d.m. 5/4/06 n. 186), dei rifiuti pericolosi (d.m. 161/02) e dei rifiuti pericolosi da navi (d.m. 269/05). L’autorizzazione integrata ambientale. La valutazione d’impatto ambientale e la valutazione di impatto ambientale strategica: cenni e rinvio.

Le diverse forme illecite di gestione dei rifiuti: deposito temporaneo illegale, deposito incontrollato e abbandono di rifiuti, stoccaggio non autorizzato e discarica abusiva, traffico illecito di rifiuti. Il sistema sanzionatorio generale illeciti amministrativi e penali. La responsabilità delle persone giuridiche per reati ambientali in materia di gestione dei rifiuti (art. 2 del d.l.vo 7/7/2011, n. 121 che ha inserito l’articolo 25-undecies nel d.l.vo 231/2001).

Aspetti tecnici della gestione dei rifiuti. Caratterizzazione e classificazione dei rifiuti, novità introdotte con il d.l.vo 205/10, la normativa tecnica fondamentale degli impianti di recupero e smaltimento: impianti di compostaggio e caratteristiche del compost per l’utilizzazione agronomica (delibera Comitato Interministeriale 27/7/84, d.l.vo 75/10), impianti per il recupero della frazione secca detta Rdf (d.m. 16/1/95) e del Cdr (d.m. 5/2/98 e s.m.i.), impianti di incenerimento e co-incenerimento e termovalorizzazione (d.l.vo 133/05), discariche (d.l.vo n. 36/03 e d.m. 27/9/2010). Il recepimento della Direttiva 2000/76 in materia di incenerimento dei rifiuti (d.l.vo 133/05): ambito di applicazione, la nozione di coincenerimento, valori limite di emissione nell’atmosfera, scarico delle acque reflue derivanti dalla depurazione degli effluenti gassosi, valutazione delle emissioni in atmosfera, norme tecniche e valori limite di emissione per gli impianti di coincenerimento. Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti (d.l.vo. 36/03): finalità, campo d’applicazione ed esclusioni, il regime sanzionatorio, criteri costruttivi e gestionali degli impianti di discarica, piani di gestione operativa, di ripristino ambientale, di gestione post-operativa, di sorveglianza e controllo, e piano finanziario. Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica (d.m. 27/9/2010): criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, test dell’eluato. La produzione dei rifiuti urbani e speciali in Italia (Rapporti Ispra sui rifiuti 2009 e sui rifiuti speciali 2010). Dati sulla raccolta differenziata in Italia. I rifiuti d’imballaggio. La gestione dei rifiuti speciali. Cicli integrati di trattamento dei rifiuti urbani (schemi dei processi). Il processo di compostaggio. Il processo di produzione di CDR. Il processo d’incenerimento. Biodegradazione dei rifiuti in discarica: produzione di percolato e di biogas.