CF18 Diritto Amministrativo

 

DURATA
35 ore

QUOTA DI ISCRIZIONE: euro 300,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

DOCENTE
Dott. Paolo PASSONI
Magistrato Amministrativo, Presidente della VI Sezione Tar Campania

PRESENTAZIONE
Il Corso è rivolto a dipendenti pubblici, studenti, studiosi, concorsisti e a tutti coloro che hanno interesse a conoscere come funziona la pubblica amministrazione, quali sono i caratteri della giustizia amministrativa, come si è evoluta nel tempo la disciplina.
Il Docente, affronterà la disamina delle tematiche, sviluppandone le criticità alla luce delle più pressanti questioni giurisprudenziali.

Programma di Diritto amministrativo
La nuova trasparenza amministrativa: riflessi sul procedimento; l’accesso partecipativo (art. 10 legge 241/90), l’accesso difensivo (art. 22 e segg. legge 241/90), l’accesso civico (d.l.vo 33/2013 e successive modifiche).
L’efficienza amministrativa e la class action pubblica ex dl.vo 298/2009: l’ottimizzazione delle risorse ed il ripristino degli standard ottimali della performance nel sindacato di efficienza del GA ex decreto legislativo 298/2009; il divieto di aggravamento e l’abuso del procedimento nella più recente giurisprudenza; gli obblighi di leale cooperazione a carico della PA e dei privati.
L’attività non autoritativa delle PPAA fra diritto privato e speciali garanzie pubblicistiche (art. 1 comma 1 bis legge 241/90), in particolare il caso degli oneri di urbanizzazione nella recente adunanza plenaria 12/2018.
L’attività autoritativa modulata attraverso strumenti pattizi e para-privatistici: il caso degli accordi preparatori e sostitutivi del provvedimento (art. 11 legge 241/90); gli accordi organizzatori (art. 15 legge 241/90) e gli accordi istruttori fra amministrazioni (art. 17 bis legge 241/90); la nuova conferenza servizi (artt. 14 e segg. legge 241/90).
L’attività amministrativa discrezionale e vincolata, la discrezionalità mista e tecnica; il regime dell’atto politico ed i suoi delicati confini con l’atto di alta amministrazione.
La discrezionalità di risultato: il pragmatismo “funzionale” ed i suoi rapporti con la sanatoria dei vizi formali ex art. 21 octies, comma 2, legge 241/90.
La discrezionalità di risultato (segue): i poteri impliciti ed il principio di legalità con particolare riguardo al caso delle autorità indipendenti.
L’attività funzionalizzata di interesse pubblico degli organismi privati (art. 1 comma 1 ter): le regole del procedimento amministrativo nelle società partecipate (art. 28 legge 241/90); il caso dell’Ente Poste e della disposta chiusura di piccoli uffici postali non redditizi; connessioni fra articolo 41 (libertà di impresa) ed art. 97 della Carta (imparzialità dell’amministrazione).
Il cd. provvedimento (negativo) breve (art. 2 legge 241/90): la “facilità” decisionale e gli oneri istruttori semplificati.
Il silenzio inadempimento ed i ritardi a provvedere (art. 2 legge 241/90): conseguenze e responsabilità dei funzionari; l’avocazione delle funzioni agli organi apicali dell’ente pubblico.
Risarcimenti ed indennizzi per il danno da ritardo: differenze (art. 2 bis legge 241/90); la perdita di tempo in sé, ed il concreto pregiudizio da allegare; gli oneri probatori
Silenzi amministrativi di natura provvedimentale: silenzio assenso e silenzio diniego. Il silenzio assenso “verticale” nel diretto rapporto cittadino-PA (art. 20 legge 241/90) ed il silenzio-assenso “orizzontale” nelle relazioni istruttorie fra amministrazioni (art. 17 bis legge 241/90).
La SCIA (art. 19 legge 241/90) e la tutela del terzo: come operare in caso di diffide del terzo ad azionare controlli e ad inibire l’attività oggetto di segnalazione.
La motivazione del provvedimento (art. 3 legge 241/90) e la partecipazione al procedimento (artt. 7 e segg. legge 241/90) nell’atto discrezionale e nell’atto vincolato: condotte in concreto alla luce dell’esperienza giurisprudenziale.
Il responsabile del procedimento, gli accertamenti tecnici ed il soccorso istruttorio (art. 6 legge 241/90): la proposta di provvedimento del responsabile del procedimento ed eventuali dissensi con il titolare del provvedimento.
Il conflitto d’interesse del funzionario pubblico: ipotesi concrete e procedimento di astensione (art. 6 bis legge 241/90): la ricusazione; le conseguenze giuridiche sul funzionario e sull’atto amministrativo della mancata astensione, spostamento di competenze in caso di astensione.
I vizi dell’atto amministrativo: l’illegittimità e la nullità (artt. 21 octies comma primo e 21 septies legge 241/90); esempi in concreto di atto amministrativo nullo e relative conseguenze. L’autotutela amministrativa: per motivi di merito (revoca, art. 21 quinquies legge 241/90) e di legittimità (annullamento, art. 21 nonies legge 241/90); il ripristino della legalità e l’interesse pubblico specifico; oneri motivazionali e partecipativi; il limite temporale di diciotto mesi dall’adozione del provvedimento da rimuovere e relative deroghe; il caso della documentazione non veridica e delle false autodichiarazioni (art. 21 legge 241/90); l’autotutela nei confronti di provvedimenti scaturiti da silenzi significativi; adempimenti procedimentali negli esempi giurisprudenziali.
L’efficacia, l’esecuzione e l’esecutorietà dell’atto amministrativo: ipotesi di sospensione dell’atto ad iniziativa della PA (artt. 21 bis e segg. legge 241/90).
La responsabilità dell’amministrazione e dei suoi funzionari: l’art. 28 della costituzione; la responsabilità verso terzi; la responsabilità disciplinare e la responsabilità erariale.
La natura giuridica della responsabilità della PA verso terzi (contrattuale, extracontrattuale, mista): conseguenze pratico-applicative (nds, ampia trattazione all’interno delle sentenze ENGLARO, nds)
La tutela risarcitoria negli interessi pretensivi ed oppositivi ; ilrisarcimento del danno per equivalente ed in forma specifica.
La responsabilità precontrattuale dell’amministrazione secondo l’Adunanza Plenaria 5/2018: collegamenti fra la forma specifica e l’annullamento dell’atto negli interessi oppositivi .
Il dolo e la colpa della PA e dei suoi funzionari: differenze.
La responsabilità oggettiva (senza colpa) della PA in materia di appalti pubblici.
La diligenza qualificata del “bravo” funzionario ex art. 1176 c.c. comma 2 secondo la corte di cassazione.
L’esecuzione delle sentenze nei casi di soccombenza dell’amministrazione: il giudizio di ottemperanza ed i connessi profili di responsabilità erariale; il commissario ad acta di nomina giudiziale; l’atto nullo o elusivo del giudicato (art. 21 septies legge 241/90); il risarcimento per equivalente nei casi di sopravvenuta impossibilità di esecuzione del giudicato secondo la giurisprudenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di stato.
Gli ordinamenti sovranazionali e la loro incidenza su atti interni incompatibili: differenza fra Unione Europea e CEDU secondo la Corte Costituzionale.
La (prudente) disapplicazione degli atti amministrativi in contrasto con l’ordinamento comunitario secondo l’ultima giurisprudenza del consiglio di Stato (Consiglio di Stato n. 677/2018).
L’applicazione delle direttive e dei regolamenti comunitari: il caso delle direttive self executing.
L’attività contrattuale della pubblica amministrazione: il nuovo codice degli appalti, principali problematiche applicative, con particolare riguardo alle procedure, al soccorso istruttorio, ai controlli, al subappalto, all’antimafia alla tracciabilità, alla gestione del contenzioso. Appalti sociali e clausole sociali.
La giustizia amministrativa: La tutela pubblicistica del diritto fondamentale e il conseguente risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale per la sua violazione all’interno della giurisdizione amministrativa.
Anticorruzione (con specifico riguardo ai protocolli di legalità nelle gare di appalto, cfr. vicenda EXPO Milano 2015).

La specifica problematica della culpa in eligendo e dellaculpa in vigilando, nonché i suoi incerti confini (anche sotto il profilo del riparto di giuridizione GA-AGO) fra illiceità ed illegittimità dell’attività amministrativa.

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