A071 La responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni verso terzi

 

DURATA
2 giorni

DATE
19-20 ottobre 2017

ORARIO
9,00 - 14,30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 490,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

RELATORE
Dott. Paolo PASSONI
Presidente di Sezione TAR Campania

PROGRAMMA
L’art. 28 della Costituzione: la responsabilità diretta del dipendente pubblico e la responsabilità che si “estende” allo Stato secondo le leggi penali, civili ed amministrative; l’interpretazione adeguatrice della norma nel diritto vivente della Corte Costituzionale anche alla luce degli artt. 22 e 23 del T.U. 3/1957.
Il nesso organico che determina l’estensione di responsabilità dell’ente pubblico per danni recati da atti o comportamenti del suo dipendente: la cd. occasionalità necessaria ed i casi di interruzione del nesso organico per fatti estranei all’occasione del servizio.
I gradi di colpevolezza sufficienti per rispondere dei danni recati a terzi: differenze fra l’amministrazione-apparato e il dipendente pubblico; giudizio di rivalsa della Corte dei conti per il dipendente che ha recato danni all’ente pubblico: il nuovo processo contabile e le rinforzate garanzie di difesa del funzionario inquisito.
La responsabilità dell’amministrazione per la violazione di interessi legittimi e l’abolizione (apparente) della pregiudizialità amministrativa; l’art. 30 del CPA e il concorso di colpa del creditore nell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 3/2011.
Responsabilità contrattuale, extracontrattuale e precontrattuale della Pubblica Amministrazione nella violazione di interessi legittimi. La culpa in contrahendo della stazione appaltante nelle procedure di evidenza pubblica. Prova del danno, consulenza tecnica, liquidazione equitativa e criteri direttivi per la quantificazione risarcitoria nel processo amministrativo; onere rinforzato di prova nel danno emergente e ricorso a criteri presuntivi per il lucro cessante. Il risarcimento in forma specifica ex art. 2058 c.c. nella responsabilità dell’amministrazione; differenze con l’esecuzione in forma specifica della sentenza. I danni derivanti dalla inesecuzione del giudicato. Il responsabile del procedimento ed il titolare del provvedimento: riparto di responsabilità in relazione ai distinti ambiti di competenze. Il conflitto di interessi introdotto con l’art. 6 bis della l. 241/90.
La responsabilità dell’amministrazione per gli atti illegittimi e per il mancato esercizio dell’autotutela ai sensi delle modifiche all’art. 21 nonies della l. 241/90 ad opera della l. 164/14. L'autorità nazionale anticorruzione: poteri e funzioni, anche alla luce delle peculiari competenze previste dal d.l.vo 50/16 (nuovo Codice degli appalti pubblici): in particolare la responsabilità patrimoniale diretta e personale del dirigente, per inesecuzione dell’ordine di autotutela impartito da ANAC nei confronti della stazione appaltante, per atti di gara ritenuti illegittimi (art. 211 comma 2 d.l.vo 50/16).
La responsabilità dell’amministrazione nelle procedure di evidenza pubblica: gli artt. 120-125 del CPA; l’inefficacia ex nunc ed ex tunc del contratto in corso di esecuzione nel caso di annullamento degli atti di gara; la sanzione pecuniaria introdotta dall’art. 123 CPA. le materie a rischio di corruzione ed il monitoraggio rinforzato di legalità nel d.l.vo 33/13, come modificato dal d.l.vo 97/16. Il danno non patrimoniale ex art. 2059 nella più recente giurisprudenza della Corte di cassazione e del giudice amministrativo. Il danno da chance e il danno da disturbo nella giurisprudenza amministrativa. Il danno da ritardo cd. puro, l’art. 2 bis della l. 241/90 e l’art. 30 comma 5 del CPA. L’efficienza amministrativa, la specifica giurisdizione del G.A. mirata a ripristinarla (d.l.vo 198/09 cd. "class action pubblica") e le connesse responsabilità della P.A. soccombente. Le responsabilità delle amministrazioni assenteiste nella nuova conferenza di servizi regolata dal d.l.vo 30/5/16 n. 126; L’inerzia pubblica nel nuovo accesso civico così come modificato dal d.l.vo 97/16.
Le pene accessorie alle condanne: in particolare l’estinzione del rapporto di impiego; l’interdizione temporanea e perpetua; i rapporti con il procedimento e le sanzioni disciplinari. La responsabilità dirigenziale dopo il d.l.vo 150/09. Il silenzio-inadempimento e la responsabilità dei dirigenti e dei funzionari per inosservanza dei termini del procedimento: le modifiche e le integrazioni all’art. 2 della l. 241/90 introdotte nel 2012. Le responsabilità da silenzio-assenso. Le sanzioni. Il procedimento di valutazione del dirigente e dei funzionari: l’organismo indipendente di valutazione. La tutela amministrativa e giurisdizionale del dirigente. Responsabilità dirigenziale per omessa attivazione di azioni disciplinari. Divieto per il dirigente di distribuire i premi in mancanza delle verifiche e attestazioni. Responsabilità del dirigente per omessa vigilanza sulla effettiva produttività.<لاق> Responsabilità dirigenziale e procedimento disciplinare nel pubblico impiego dopo la legge anticorruzione 190/12 e il decreto "trasparenza" 33/13 modificato dal d.l.vo 97/16. Il “nuovo” licenziamento disciplinare per falsa attestazione della presenza in servizio ex d.l.vo 116/16. La responsabilità dirigenziale del responsabile anticorruzione e del responsabile della trasparenza; l’applicazione della normativa anticorruzione anche agli Ordini professionali; la rotazione dei dirigenti e dei dipendenti, come strumento per contrastare la corruzione: inconvenienti e criticità.

Ceida - Via Palestro, 24 - 00185 Roma, Tel. 06492531 - Fax:06.49384866 - Email: seminari Ceida