C254 La tutela e la valorizzazione dei beni culturali

 

- I BENI CULTURALI DOPO LA “RIFORMA FRANCESCHINI”

DURATA
2 giorni

DATE
19-20 ottobre 2017

ORARIO
9-13/14-16

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 490,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

RELATORE
Prof. Arch. Roberto LUCIANI
Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo

OBIETTIVI
La riforma del Mibac è un cambiamento profondo, in linea con le importanti riforme che gli italiani si aspettano da questo Governo. Una importante e necessaria riorganizzazione che supera la contrapposizione ideologica tra tutela e valorizzazione e permette di investire nel settore della cultura e del turismo come fattore trainante della ripresa economica del Paese”. Con queste parole Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, ha dato avvio a partire dal 2014 alla profonda riforma, non ancora conclusa, del sistema culturale italiano.

Scopo del seminario è quello di analizzare gli indirizzi politici dati alla governance del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismoe la riorganizzazione del dicastero alla luce della “riforma Franceschini” e dei nuovi indirizzi (d.l. 31/5/14, n. 83 convertito in l. 29/7/14, n. 106, d.m. 44 del 23/1/2016, ecc.).

Il corso è articolato in due parti: la prima è dedicata all’esame della normativa inerente i beni culturali, con approfondimento della “riforma Franceschini” e delle ultime circolari, con le sue novità in fatto di tutela e valorizzazione e di riorganizzazione degli uffici centrali e periferici del Mibact: dalla separazione del territorio dalle raccolte museali, all’idea che la cultura debba anche produrre profitto economico, pur relazionandosi con i principi fondamentali della Costituzione e con quanto scritto all’articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione». Verranno anche analizzate le considerazioni di associazioni, Università, istituzioni che a vario titolo si sono espresse sulla riforma.
La seconda parte del corso si propone di approfondire la specificità e peculiarità dei beni culturali dopo la normativa più recente, con l’obiettivo di segnalare soluzioni operative e fornire conoscenze, strumenti, tecniche, orientamenti, per consentire agli operatori culturali di appropriarsi di mezzi idonei per gestire la cultura nella sua più ampia accezione.

DESTINATARI
Operatori culturali, in formazione o attività, liberi professionisti (architetti, archeologi, storici dell’arte, conservatori, restauratori, guide turistiche, giornalisti, artisti), dipendenti di strutture-contenitori di beni culturali (Soprintendenze, musei, fondazioni, associazioni, biblioteche, archivi, uffici mostre, uffici eventi artistici, uffici stampa) in ambito nazionale e locale, a vari livelli di responsabilità.

PROGRAMMA
Definizione di Bene culturale. Anamnesi legislativa dei beni culturali dalle origini ad oggi. La“riforma Franceschini”: le nuove direzioni generali Archeologia, belle arti e paesaggio, Educazione e ricerca, Arte e architettura contemporanee e periferie urbane; gli Uffici centrali e periferici; gli Istituti autonomi; le Soprintendenze uniche; le Soprintendenze speciali del Colosseo e Pompei; le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche; i Poli regionali museali; la selezione pubblica per i direttori dei Musei italiani. Le “voci” di associazioni, università, istituzioni che si sono espresse a vario titolo sulla riforma. I palazzi del Mibact: il Collegio Romano e il San Michele a Ripa Grande in Trastevere.
Integrazione tra cultura e turismo. Gli aspetti manageriali della gestione e del turismo: il turismo culturale; la privatizzazione responsabile e proficua per lo Stato al fine di allineare l’Italia agli altri Paesi europei nella condotta del marketing turistico transazionale.
Management dei beni culturali: collaborazione fra pubblico e privato e valorizzazione del non profit e di tutte le forme miste di gestione; le agevolazioni fiscali (c.d. Art Bonus) che prevede la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici; le biblioteche e gli archivi; gli investimenti dei teatri pubblici e delle fondazioni lirico-sinfoniche; i servizi di e-government attivi e di futura attivazione.
I bandi di concorso per assumere professionisti del patrimonio culturale. La Capitale italiana della Cultura. le domeniche gratuite e il record di ingressi nei musei statali.
La ricostruzione del patrimonio culturale italiano gravemente danneggiato dai terremoti che hanno devastato il Centro Italia; l’impegno per la rinascita di Pompei e della Reggia di Caserta; la richiesta di spazi per mostre; le e opere d’arte in comodato d’uso.
Disamina di casi concreti di gestione amministrativa, tecnica e di restauro di beni culturali.
Visita guidata al Museo nazionale romano Terme di Diocleziano.

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