D167 La gestione del rischio idrogeologico e la difesa del suolo

 

 

DURATA
2 giorni

DATE
12-13 ottobre 2017

ORARIO
1° giorno: 9-13/14-16,30
2° giorno: 9,00-14,30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 490,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

RELATORE
Dott. Gianluigi GIANNELLA
Geologo, libero professionista, consulente Sogesid SpA - già componente della Segreteria tecnica per la difesa del suolo (STDS) e Segreteria tecnica per la tutela del territorio (STTT), Ministero dell'Ambiente

OBIETTIVI E DESTINATARI
Il seminario si propone di illustrare gli aspetti normativi, tecnici e gestionali dei rischi idrogeologiciche interessano il territorio nazionale e, specificamente, di quelli connessi ai fenomeni di alluvione, frana e valanga. In particolare focalizza l’interesse sulle azioni di contrasto al rischio idrogeologico che si fondano su una adeguata gestione del territorio attraverso la messa in atto di misure strutturali e non strutturali, contestualmente inquadratee integrate dalla pianificazione di bacino.
Nell’ambito dell’analisi del vigente assetto normativo, organizzativo e gestionale disegnato dalla legislazione europea, statale e regionale, saranno considerati i più recenti dispositivi normativi emanati per garantire il funzionamento degli organismi di pianificazione e di gestione delle problematiche inerenti la difesa del suolo e le acque. Particolare focus è riservato alle recenti norme che si affidano a specifiche strutture e procedure per l’accelerazione della realizzazione degli interventi strutturali, mettendone in luce punti di forza e criticità.
Il corso è rivolto principalmente ad amministratori, dirigenti e funzionari che operano presso Amministrazioni statali, Enti pubblici territoriali, Autorità di bacino, ARPA, e può interessare anche professionisti dell’area tecnica e legale interessati all’approfondimento di conoscenze in questo specifico settore ambientale.

PROGRAMMA
Inquadramento. Il quadro d’insieme dei rischi legati alla difesa del suolo, dimensioni del dissesto a livello nazionale, conseguenze sulle popolazioni e beni esposti.L’entità dei danni. Il concetto di rischio idrogeologico.
La gestione del rischio idrogeologico. Il vigente quadro normativo-istituzionale. Ricognizione delle fonti normative: dal R.D. 2637/23 all’innovativa impostazione della l. 183/89, passando per i lavori della Commissione De Marchi. L’accelerazione dei processi di pianificazione imposti dal d.l. 180/98 dopo il disastro a Sarno e dal d.l. 279/2000 dopo il disastro a Soverato, per affrontare le indifferibili situazioni di emergenza idrogeologica. Le politiche in materia di difesa del suolo attraverso i Piani straordinari e i PAI. I criteri stabiliti dal d.P.C.M. 29/9/98. L’applicazione a livello internazionale del concetto di unitarietà del bacino idrografico: le direttive europee sulla gestione dei distretti. Il nuovo assetto gestionale derivante dal d.l.vo 152/06 e la conseguente normativa attuativa (d.l.vo 219/10, l. 221/15, d.m. 25 /10/16). I Piani di gestione del rischio alluvione.
La gestione del rischio alluvioni. La direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23/10/07, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. Il d.l.vo. 49/2010 di attuazione della direttiva 2007/60/CE. Adempimenti e procedure. I rapporti tra il PGRA e il PAI: strumenti urbanistici o di sola protezione civile?
I programmi di interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico. La programmazione ex l. 183/89 e i coefficienti di riparto. Programmazione negoziata degli interventi per lo sviluppo dei territori regionali attraverso Accordi di programma quadro (APQ) di settore. Il finanziamento degli interventi urgenti a partire dalla d.l. 180/98. ReNDis e il monitoraggio degli interventi finanziati. La l. 191/09, art. 2, comma 240; il finanziamento degli interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico con gli Accordi di programma con le regioni e i conseguenti atti integrativi. Il ruolo delle Autorità di bacino e del Dipartimento della Protezione civile. Delibere CIPE n. 6/2012 e 8/2012. L’implementazione di norme e strutture per l’attuazione di interventi strutturali urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico.
Le recenti misure introdotte per dare efficacia agli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geomorfologico.La disciplina speciale per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. La struttura di missione contro il dissesto idrogeologico. Le misure di semplificazione burocratica nel d.l. 133/14, conv. in l. 164/14. Revoca del finanziamento degli interventi non realizzati. Demolizioni immobili in aree a rischio idrogeologico: accesso ai finanziamenti ex art. 72-bis, comma 5, del d.l.vo 152/06 secondo le procedure stabilite dal d.m. 22/7/16.
Il nuovo ruolo di ReNDis: dal monitoraggio alla programmazione. Il Piano nazionale 2015-2020. Criteri per la selezione degli interventi secondo le priorità stabilite dal d.P.C.M. 28/5/15.
Il Piano stralcio Aree metropolitane e Aree urbane con alto livello di popolazione esposta a rischio di alluvione (d.P.C.M. 15/9/15).Gli "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e dell'erosione costiera” delle regioni del Sud e del Centro-Nord. Il Programma degli interventi Integrati - misure win-win.
La necessità di velocizzare l’attuazione dei programmi: accelerare le cantierizzazioni delle opere attraverso il finanziamento e la stesura dei progetti esecutivi degli interventi (Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico, l. 28/12/15, n. 211, art. 55).Il riparto del fondo. Criteri di selezione degli interventi ammessi al finanziamento della progettazione e procedure per l’erogazione delle risorse alle regioni (d.P.C.M. 14/7/16, art. 4). Efficacia dello strumento.

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