Corso di formazione per l'accesso alla professione di avvocato 2018-2019

 

K101 - Corso di formazione per l'accesso alla professione di avvocato 2018-2019


Con provvedimento dell’11 ottobre 2018, il Consiglio di Stato – sezione consultiva per gli Atti normativi – ha espresso parere favorevole al rinvio di 18 mesi dell’applicazione del Regolamento di cui al decreto ministeriale Giustizia 9 febbraio 2018, n. 17 avente ad oggetto la disciplina dei corsi di formazione per l'accesso alla professione di avvocato. L’obbligo di frequenza dei corsi di formazione slitta dunque al 31 marzo 2020.
Il rinvio della nuova disciplina, di cui al decreto milleproroghe (l. 21.09.2018 n. 108) è in linea con la possibilità che le prove di abilitazione di dicembre 2018 si possano ancora svolgere avvalendosi dell’ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza.

La Scuola superiore di studi giuridici del CEIDA organizzerà un corso, improntato su metodo e contenuti di insegnamento in linea con il d.m. 17/2018, con lo scopo precipuo di fornire gli strumenti adeguati per acquisire un’ottima base teorico/pratica, utile ad affrontare le prove d’esame.
I moduli semestrali, organizzati nei periodi novembre 2019 - aprile 2020; maggio-ottobre 2020, si articoleranno nell’arco dei 18 mesi di tirocinio, secondo modalità e orari idonei a consentire l’effettivo svolgimento del tirocinio professionale, senza pregiudicare l’assistenza alle udienze, nonché la frequenza dello studio professionale, dell’Avvocatura dello Stato, degli uffici giudiziari.
Durante il corso, dal taglio pratico-teorico, verranno approfonditi i temi del diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, diritto processuale civile, penale e amministrativo, anche con riferimento al processo telematico, alle tecniche impugnatorie e alle procedure alternative per la risoluzione delle controversie; ordinamento e deontologia forense; tecniche di redazione degli atti giudiziari in conformità al principio di sinteticità e dei pareri stragiudiziali nelle varie materie del diritto sostanziale e processuale; tecniche della ricerca anche telematica delle fonti e del precedente giurisprudenziale; teoria e pratica del linguaggio giuridico; argomentazione forense; diritto costituzionale, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’unione europea, diritto internazionale, diritto tributario, diritto ecclesiastico; organizzazione e amministrazione dello studio professionale; profili contributivi e tributari della professione di avvocato; previdenza forense; ordinamento giudiziario e penitenziario.
Sono contemplate, verifiche sia intermedie (al termine dei primi due mesi) che finali, alla conclusione del corso. Dette verifiche, a cui possono accedere solo coloro che abbiano frequentato l’80% delle lezioni, consistono in test a risposta multipla e si intendono superate in caso di risposta corretta ad almeno due terzi delle domande (che sono complessivamente 30 nelle verifiche intermedie, 40 in quelle finali). Il mancato superamento della verifica finale impedisce il rilascio del certificato di compiuta pratica e comporta la ripetizione dell’ultimo semestre di formazione, con relativa verifica all’appello successivo.
I docenti sono scelti tra avvocati, magistrati, professori universitari o esperti in materie giuridiche funzionali alla formazione professionale, tenuto conto, nella loro valutazione, dei curricula, dei titoli, delle pubblicazioni nonché dell’esperienza maturata come formatori nelle materie oggetto di corso.
Le nuove regole, attenuando in parte la centralità del supporto giurisprudenziale rispetto alla soluzione prospettata nel parere o alla tesi giuridica enunciata nell’atto, imporranno ai candidati di dedicare ancora maggiore attenzione alla fluidità del ragionamento giuridico e alla linearità dell’esposizione scritta, che diverranno i principali tratti distintivi.
La preparazione teorica assumerà una rinnovata importanza, divenendo indispensabile riuscire a far emergere, attraverso l’esegesi del dato normativo, i tratti salienti degli istituti di volta in volta applicabili.

Resterà però ancora essenziale, a maggior ragione nell’ottica delle nuove regole, la capillare esercitazione pratica volta ad acquisire un metodo di redazione degli elaborati semplice ed efficace, che rappresenterà il migliore strumento per riuscire a valorizzare, sia nei pareri che nell’atto, le proprie argomentazioni giuridiche.

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